GRUPPO LEGALE SPADONI

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CONTRO L'USURA E L'ANATOCISMO DI BANCHE E EQUITALIA

Gli illeciti più gravi che le Banche, le finanziarie e Equitalia commettono sono sostanzialmente due; l’anatocismo (conteggio degli interessi sugli interessi) e l’usura (superamento del tasso soglia previsto dalla legge).

Ma loro fanno finta di niente, trattano il debitore che si trova in un momento di difficoltà con rigore e soprattutto indifferenza.

Un imprenditore, un dipendente, un pensionato, un professionista che per anni ha portato fior di quattrini alla propria banca, se cade in disgrazia lavorativa e si trova in difficoltà finanziaria, non viene aiutato, al contrario, iniziando con una raccomandata, immettono il debitore in un percorso che lo conduce alla perdita di ogni sua proprietà, dello stipendio, della pensione, se poi ci si mette anche l’Equitalia, il fisco, l’Inps e quant’altro, allora è la fine.

Ma ora non sei più solo, lo Studio Legale Spadoni è al tuo fianco e ti aiuterà nella lotta contro queste ingiustizie.

Proteggi ciò che hai acquistato con anni di lavoro e sacrificio, proteggi il tuo stipendio o la tua pensione dagli attacchi dei creditori.

Controlla GRATUITAMENTE il tuo mutuo/conto corrente/fido o qualsiasi rapporto bancario tu abbia con banche o finanziarie e scopri come protteggersi da queste "truffe"!!

Fissa un appuntamento senza impegni per avere informazioni sul da farsi!! Chiama il 393-5209356.

F.A.Q.

Quando possono verificarsi queste truffe?
 

In presenza di un qualsiasi tipo di finanziamento;
In presenza di un mutuo ipotecario;
In presenza di un contratto di leasing
In presenza di un conto corrente con affidamento
In presenza di un conto corrente ordinario
In presenza di cartelle Equitalia

 

Come posso sapere se stò subendo questo tipo di abuso?
 

Richiedendo una verifica finanziaria. Sulla base degli estratti di conto corrente trimestrali e degli scalare è possibile effettuare un’analisi precisa

 

Se ho pagato interessi illegali,
cosa posso fare?

 

- Puoi attaccare la banca o la finanziaria, prima che lo faccia lei. Chi parte prima è avvantaggiato.
- Puoi anche chiedere ed ottenere il blocco di tutte le procedure a tuo carico
- Puoi chiedere, ed ottenere la restituzione di tutti gli interessi che hai pagato illegittimamente, anche se i rapporti con la tua banca sono già chiusi, (purché non siano trascorsi 10 anni). La cassazione ha stabilito che gli interessi composti (capitalizzati trimestralmente) e trasformati in capitale, sono illegali (sentenza n. 21095 del 4/11/2004)

 

Anche Equitalia applica interessi illegali?
 

Si, anche se è più difficile contestarla perché camuffa gli interessi illeciti con altri nomi: agio, compensi, oneri, notifiche. Ma, in determinati casi è possibile contestare anche i loro conteggi. Quasi tutte le cartelle di Equitalia è possibile chiedere un annullamento per vizio di forma ed irregolarità nella notifica.

 

Perché le banche non restituiscono gli interessi illeciti che incassano?

 

Perché l’anatocismo, per le banche, è una miniera d’oro e se dovessero restituire a tutti i correntisti le somme illegali che hanno incamerato, rischierebbero di fallire. Preferiscono che i singoli correntisti si facciano avanti chiedendo la restituzione del maltolto, sapendo che è solo una minoranza, rispetto a tutti quelli che lasciano correre o non ne sono a conoscenza.

 

Se il conto corrente è chiuso, posso avviare ugualmente la pratica per richiedere la restituzione degli interessi anatocistici?
 

Sì, se il conto corrente non è stato estinto da più di 10 anni, in caso contrario l'azione si è prescritta.

 

Mi conviene chiedere la restituzione degli interessi anatocistici?
 

Si, se dal risultato della perizia si evidenzia un illecito superiore a 3.000,00 €. Per somme inferiori non conviene poiché per ottenere la restituzione del maltolto quasi sempre è necessario intraprendere una causa, anche nella quasi totalità dei casi i giudici emettono sentenza a favore del contribuente, condannando la banca a restituire le somme e al pagamento delle spese processuali

La cartella di pagamento deve obbligatoriamente contenere una dettagliata indicazione delle modalità con cui gli interessi sono stati calcolati e dei relativi tassi. In mancanza, la cartella che vi è stata recapitata è interamente nulla. Nel dettaglio degli addebiti – che costituisce una delle pagine che compongono la cartella – dovrete quindi trovare anche il dettaglio del calcolo degli interessi che vi vengono richiesti in pagamento e degli specifici tassi applicati. Non è sufficiente, invece, l’indicazione della cifra globale degli interessi e non siete nemmeno tenuti, come contribuenti, a fare complicati calcoli o indagini per ricostruire il modo in cui l’Agenzia delle Entrate ha calcolato gli interessi per i singoli anni di tassazione.   Qualora, quindi, manchino queste indicazioni dettagliate relative agli interessi che vi vengono addebitati, sappiate che la cartella, come detto, è nulla e che questo vizio potrà essere fatto valere davanti al Giudice.

Il plico che Equitalia vi invia a casa deve contenere tutte le informazioni necessarie al cittadino per poter comprendere la pretesa tributaria e, nello stesso tempo, potersi difendere. La legge, infatti, impone una serie di comunicazioni che l’atto deve elencare in modo esaustivo (per esempio: i termini entro cui far ricorso, ecc.). Se, per un caso o per un altro, la cartella dovesse pervenire al vostro indirizzo priva di qualche pagina, essa sarebbe nulla. A voi basterebbe sollevare soltanto l’eccezione, mentre ad Equitalia spetterebbe la prova contraria (circostanza non sempre facile da dimostrare).

L’elenco degli importi richiesti da Equitalia deve essere sempre accompagnato dalla relativa causale delle somme pretese dal fisco. Secondo la Cassazione, infatti, la cartella deve contenere indicazioni sufficienti a consentire al contribuente di identificare in maniera agevole la causale delle somme pretese dall’amministrazione finanziaria.

Le cartelle di pagamento emesse da Equitalia sono impugnabili entro termini differenti a seconda sia del motivo per cui si intende impugnarle, sia della natura dell’importo che l’Agente della riscossione chiede in pagamento.

1) Se la cartella si riferisce a sanzioni per violazioni del codice della strada, il cittadino avrà: trenta giorni per impugnarla (dinanzi al Giudice di Pace del luogo della violazione) se il motivo dell’impugnazione è la mancata notificazione del verbale; venti giorni di tempo (dinanzi al Tribunale quale Giudice dell’esecuzione) se il motivo dell’impugnazione è qualche vizio formale della cartella stessa (ad esempio, mancanza di firma della cartella, mancanza delle indicazioni del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo o di compilazione della cartella ecc.); non avrà limiti di tempo per impugnarla (dinanzi al Giudice di Pace del luogo in cui la cartella è stata notificata) qualora il cittadino eccepisca la prescrizione dell’importo per decorso di oltre cinque anni dalla notificazione del verbale.

2) Se la cartella si riferisce, invece, a contributi previdenziali Inps o Inail, il cittadino avrà: quaranta giorni di tempo per impugnarla (dinanzi al Tribunale del lavoro del luogo di residenza del contribuente) se il motivo di impugnazione si riferisce a vizi relativi al ruolo (tipico vizio è l’iscrizione a ruolo dell’importo al di là dei termini di decadenza previsti dalla legge); venti giorni di tempo per proporre opposizione (dinanzi al Tribunale del Lavoro come sopra) se eccepirà vizi formali relativi alla cartella; non avrà limiti di tempo, invece, se verrà sollevata l’eccezione di prescrizione del credito previdenziale (sempre dinanzi al Tribunale, sezione lavoro).

3) Infine, se la cartella si riferisce a tasse o tributi statali o comunali, il cittadino avrà solo e sempre sessanta giorni di tempo per impugnarla qualunque sia il vizio che vorrà sollevare e dovrà farlo dinanzi alla Commissione tributaria provi

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